leggendo una mail, alle due di notte, ho creduto per un attimo nell'amore, ho pensato che davvero certa gente riesce a capire il significato del verbo "amarsi".
Mi sono sentita quasi contenta per loro, che non vedo da mesi, che si amano da anni e che sono la tipica coppia che " sta insieme solo con la colla". Mi hanno aiutata per tanto tempo e li ho sempre stimati ed ammirati ma stasera non lo so, mi sono entrati nel cuore tutti e due, insieme. Mi hanno fatto sperare in un futuro così, come il loro che anche vedendosi praticamente 24 ore su 24 e dovendosi chiamare per cognome sul posto di lavoro si amano per davvero.
Devo ammetterlo, mi mancano e mi mancheranno sempre di più, ma fino a quando ci sono queste mail, queste parole e questi pensieri credo che andrà tutto bene, che potrò credere nell'amore a distanza (forse anche a quello più vicino), nell'amicizia tra uomo e donna, nell'amicizia vera con alti e bassi e che il mondo, forse forse non mi ha sempre girato le spalle ma che a solo girato a modo suo.
Che i ragazzi siano stupidi non è una novità.
Uno butta via otto mesi con tante parole sparate sul mio nome, senza neanche pensare a quanto ci siamo amati, a quante volte abbiamo fatto l'amore. Niente, sono passata dall'amante, alla fidanzata, alla ex da sputtanare. I miei problemi dopotutto erano anche i suoi, no? si. Io lo facevo e mi fidavo, io e lui eravamo una cosa sola e non dovevo tenere nascosto nulla. Solo ora ho capito.
L'altro parla tanto, troppo. Dice di volermi, che vorrebbe stare con me sempre, che non capisce bene da dove derivi questa sua perdita di testa per me MA.. ma non sa perchè quando siamo lì, soli, in macchina o lontano da tutti, mano nella mano non riesce a fare altro. Quindi, quindi? si aspetta, dicono.
Però ieri sera, ne ho rivalutato uno. Ha dato una speranza a noi due, nonostante ora non siamo assolutamente nulla se non oggetti, lui ha detto che possiamo essere l'amore. Io stavo male ero nel letto e mi girava la testa, lui mi cullava con le sue parole, poi davvero i miei vecchi problemi hanno preso il sopravvento. Ho iniziato a parlare a vanvera e vai di gocce. Mi ha detto che non ho bisogno di quelle cose, che io sono bella così e mi ha abbracciata. Ci siamo rivestiti, mi ha rifatto i complimenti e mi ha detto che una ragazza così, bella come me non dovrebbe avere problemi, mi ha baciata. Mi voleva dare dell'acqua, per farmi riprendere un po', ma mi ha portata fuori, sulle scale con il fumo della sua sigaretta che mi passava dietro. Abbiamo parlato, mi ha chiesto che c'è che non va e io gliel'ho detto, lui mi ha ascoltata. Mi guardava serio, senza fare smorfie strane. Mi ha preso la mano e mi ha detto che stavo tremando però voleva sapere davvero cosa non andava in me. Ho parlato con lui e non avevo davanti un muro ma un essere umano, che rifletteva. Mi ha detto che devono scivolare su di me alcune cose, che la vita è piena di menate ma che a volte basta non vederle per stare bene.
Io l'ho adorato. Mi ha detto che forse forse, tutti siamo così, ma in pochi abbiamo il coraggio di uscire.
Poi tante speranze e non solo sesso. Dice che siamo sulla linea, noi.
Ma che se vogliamo possiamo restarci, basta strigingerci e stare sempre appiccicati.
Se per una volta fai una cosa che vuoi e non ti penti, beh prendila bene. Non farti venire stupidi rimorsi; sei tu che devi decidere quello che è giusto e sbagliato per te. Ringrazia la tua leggera coscienza.
Non sarà di certo un vestito alla Carrie Bradshaw a farti dimenticare il passato, no? O forse si?
So che stai tornando sui tuoi passi anche se non puoi, so che qualcosa è cambiato ma non sono stati i kg che hai perso a farti cambiare. Forse le paranoie sono un po' troppe, sei tu davvero quella nello specchio che vuole diventare qualcuno? Non lo sai. Non sai neanche chi stai guardando. Oddio, a volte sei così ridicola. AH. AH. AH. Come al solito il sarcasmo non manca e non puoi sempre sorridere alle critiche, sarebbe ora che parlassi. Forse sarebbe proprio il momento di rimboccarsi le maniche no? Ti senti stupida davanti a tutte queste domande perchè sono tutte così retoriche, lo so. Potrei anche definirti tale visto che sbagli sempre nelle stesse cose, con le stesse cose, dove non dovresti. Perchè si, tu hai ancora la forza per poter sopportare il peso dei ricordi, come direbbe il Liga. Credo sia una tua convinzione e basta, i ricordi ti distruggono. O se no perchè dovresti scioglierti ogni maleddetta volta che ti trovi nella situazione sbagliata? Beh.
Adesso, ti prego, torna sulla tua strada e non perdere quello che hai.
12/06/09
Stamattina stavo andando a scuola, ero per il corso e vedo un uomo un po' trasandato: barba incolta, una t-shirt anni '80 nera e dei jeans slavatissimi. Non so neanche perchè il mio sguardo si è focalizzato su di lui, di solito alle sette e quaranta evito le altre persone. Aveva gli auricolari nelle orecchie ma non si capiva se erano quelli di un MP3 o del cellulare perchè avevo un po' troppo sole in faccia. Dopo averlo passato alla Vale o all' Elisa (non mi ricordo), il suo passo rallenta e ci fissa. Non so perchè ma anche il nostro è rallentato. "Prima l'amore poi il sesso istintivo", ci dice questo. Io non ho saputo cosa dire, sembrava mi conoscesse. Sembrava che l'avesse detto guardandomi negli occhi per farmi riflettere. Mi sono chiesta perchè avesse detto quella frase, quelle parole così mirate a me. Non l'ho mai visto prima ma con quella frase ha fatto centro. Se fosse pazzo o meno, non lo so. Io gli ho sorriso e un po' l'ho invidiato, almeno lui ha le idee chiare.
" Ti prego, per una volta prova a guardarti dentro; prova a dimenticarti un minuto di come sei. Prova ad essere te stessa, a pensare che fuori sei solo carne. Il bello, il tuo bello è anche dentro. La favola è fuori. "
Cosa sto cercando di fare? Sto cercando di andare avanti rimuovendo il passato e tutto quello che mi ha "formata"? Guardo fuori dalla finestra e vedo il sole, c'è ancora e mi chiedo se obiettivamente me lo merito.
Io. Io mi merito tutto quello che ho? Non lo so.
Io so solo che sto cercando di arrancare in questo mondo, mirando a qualcosa, qualcosa di malato che mi faccia diventare qualcuno. Provo a cambiare me stessa con dell'inchiostro, con la mente, con i grandi sorrisi, con il sesso, con delle astinenze inutili e calcolando quello che non dovrei avere.
Ma perchè mi sono ridotta così? Per piacere agli altri o per piacere a me? Per fare qualcosa o per stare immobile?
Boh.
Sento mio padre preso nella politica che urla e mi rendo conto che non voglio diventare così, diventare così per il mio paese dove nessuno si muove per rendere migliore quel qualcosa che potrebbe esserci, non prendono decisioni, non intervengono, non si ribellano. Non fanno vedere che CI SIAMO.
Non è un discorso di destra nè di sinistra. Non è niente.
E' solo un' illusione.
non riesco a studiare, sto pensando a ieri. Sto calcolando i sensi di colpa inesistenti(o conta anche soltanto l'intenzione?). Mi sto guardando come in un film i giorni nel parco del castello, io e lui insieme come dieci anni fa. Non siamo cambiati, la nostra intesa c'è ancora ed è molto più bella adesso di prima.
Eravamo favolosi. Tutti pensavano che ci fosse qualcosa tra noi, qualcosa di grande.In realtà c'è, ma non sicuramente quello che pensano loro, non scomparivamo un'ora per baciarci dietro a qualche statua. Non ne avevamo bisgno, scomparivamo per guardarci, per recuperare il tempo perso, per sorriderci e toccarci i capelli, per fare la lotta nelle foglie e nell'erba, per cercare le formiche e inventarci delle storie assurde, e ridere. Non riesco a capire perchè già oggi mi manca così tanto, dopotutto non ci siamo visti per dieci anni, tre giorni non possono cambiare il nostro rapporto (o forse si?). Ho voglia scappare ancora con lui a stendermi nell'erba per evitare strani svenimenti, ho voglia di fare cambio occhiali per la vistone da ubriachi, ho voglia di vedere lui che mi viene dare il buongiorno alle nove, ho voglia di vederlo scendere dalle scale con il suo sorrisino per portarmi via. Non lo so. Voglio i suoi capelli biondi da toccacciare.
E adesso mi scrive, chiamandomi con il nostro nome hippie.
Baobab. ![]()

la pioggia di oggi pomeriggio mi ha fatto tornare in mente il quindici agosto, noi che camminavamo sotto alla pioggia, dopo Rimini, dopo tre giorni di non dormire, dopo tre giorni di non vita reale. Non lo so. Non so neanche cosa mi passi per la testa, non so perchè mi passa sempre la persona sbagliata. Non so perchè di notte non sogno chi dovrei. Perchè mi alzo con il batticuore e non vedo più le pareti verdi? Perchè dentro di me voglio ancora vederle?Non so come potermi dare una spiegazione, perlomeno non so come darmela da sola. A questo punto non credo ce ne sia il bisogno. O forse si.
Sta di fatto che adesso è tutto cambiato, non ci sono occhioni azzurri, non ci sono tatuaggi che mi svegliano alle dodici e mezza, non ci sono nemmento trenta gradi e il rumore del mare, non c'è tutta quella superficialità. Mi alzo alle nove, con due occhi fantastici scuri, con cinque gradi fuori dalla finestra, con il pensiero che comunque non sarà mai una grande giornata.Troppi dubbi, secondo me.
Troppe soluzioni, probabilmente.
Poi, beh sta a me.Nel frattempo, si spera in dopo domani. Dopo dieci anni, se ce la faccio boh, potrei non crederci.

After all, everybody else needs mirrors to remind themselves who they are.
You're not different.
E' già passato più di un anno da quando tu non ci sei più. Non mi smebra vero che è già così tanto tempo che non dormi con me, mi sembra ieri quando io e te vivevamo in simbiosi.
Mi sono sentita ridicola a voler così tanto bene a te, che però sei stata una delle poche persone (si, per me lo eri) a ricambiarmi davvero perchè quando mi scendevano le lacrime di notte, tu c'eri, quando ero completamente a terra oppure quando ero la più felice tu eri con me.
Non so cos'avrei dato per te, ma eri la mia certezza. Una delle mie rocce. Eri la mia "cosa" immortale, eri tutto. Eppure in un secondo sei andata via, senza disturbare, senza fare niente, sei andata.
Adesso credo che neanche milioni di girandole possano ricordare tutta la felicità che mi hai trasmesso.
Credo che il tuo ricordo, oltre che a non svanire sulla pelle non lo farà neanche nel cuore.
Tu, tu non sei stata come un fiore. Tu non sei fiorita e appassita. Non sei niente di tutto ciò, tu ci sei ancora.
Per me tu sei sempre qui con me.






